sabato 20 giugno 2009

La storia di Shay

Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti. Dopo aver lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda: 'Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere profondamente le cose come gli altri. Dov'è il naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?' Il pubblico alla domanda si fece silenzioso. Il padre continuò: 'Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay, handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo incui le altre persone trattano quel bambino.' A quel punto cominciò a narrare una storia: Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva che c'erano bambini che giocavano a baseball. Shay chiese: 'Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?' Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno. Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figliopotesse giocare. Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse: 'Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all'ottavo inning. Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono' Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise su la maglia del team. Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di calore nel petto. I ragazzi videro la gioia del padre all'idea che il figlio fosse accettato dagli altri. Alla fine dell'ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre punti. All'inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo. Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui erain estasi solo all'idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti. Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta. A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la partita? Incredibilmente lo lasciarono battere. Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla. In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la squadra stava rinunciando allavittoria in cambio di quel magico momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza. Il primo tirò arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla. Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay. Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che ritornò lentamente verso il tiratore. Ma il gioco non era ancora finito. A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto darla all' uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita. Invece... Il tiratore lanciò la palla di molto oltre l'uomo in prima basee in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla. Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a gridare: 'Shay corri in prima base! Corri in prima base!' Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base. Raggiunse la prima base con occhi spalancati dall'emozione. A quell punto tutti urlarono:' Corri fino alla seconda base!' Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato. Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai recuperato la palla.. Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter vincere e diventare l'eroe della partita, avrebbepotuto tirare la palla all'uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la lanciò intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla. Tutti urlavano: 'Bravo Shay, vai così! Ora corri!' Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta. Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia. A quel punto tutti gridarono:' Corri in prima, torna in base!!!!' E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l'eroe della partita. 'Quel giorno' disse il padre piangendo 'i ragazzi di entrambe le squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed umanità'. Shay non è vissuto fino all'estate successiva. E' morto l'inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l'eroe della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre.. non dimenticò mai l'abbraccio di sua madre quando tornato a casa le raccontò di aver giocato e vinto.

6 commenti:

Cicabuma ha detto...

Avevo già letto questa mail sul blog di Stella ma mi sono commossa di nuovo anche se la storia la conoscevo già!!!
Questa partita l'hanno vinta tutti... ed è questo che molti non riescono a capire! Aiutando chi ha bisogno facciamo un regalo anche a noi stessi!!!
Un abbraccio
Francesca

maria ha detto...

Ciao Francesca,
hai ragione...speriamo che questa storia possa essere d'insegnamento per tutti!
Grazie e buona estate. ;-))
Maria

Maurizio Spagna ha detto...

IL MONDO BAMBU’
…spunto il Mondo,
quel Mondo pieno di scatole
e scatoline per piccoli uomini…

Mi spulcio istanti
Come il bimbo
Che ci guarda dal vetro
Della curiosità.

È in un Mondo lontano
Nel sublime
Che l’adulto figlio
In sofferenza
Acclama unione dagli amori.

Mi controllo l’ora del Mondo
È l’ora del mio nascondiglio
Nel gratta e vinci giocondo.

È in un Mondo lontano
Nel sublime
Che l’adulto figlio
In sofferenza
Acclama unione.

Mi sciocca
Lo specchio di ogni giorno.

È in un Mondo lontano
Nel sublime
Che l’adulto figlio
Soffre.

Mi presto alla strada
Come il fantoccio
Guardiano del vento.

È in un Mondo lontano
Nel sublime
L’adulto figlio.

Mi confondo in una stella
Di mezzanotte
È forse la mia ultima pecorella?

È in un Mondo lontano
Nel sublime
Il sublime.

Mi scollino le origini
È in un Mondo lontano
Il Mondo bambù
Il resto del Mondo
“Io resto nel Mondo?”

Mi tremano i piedi
Allevo occhi per il Mondo
Giro su me stesso
Accendo le prime luci
Dei pensieri
E vivo nel prodigio
In punta di mani...
Discendendo.

©
Da “Il cuore degli Angeli”
di Maurizio Spagna
www.ilrotoversi.com
info@ilrotoversi.com
L’ideatore
paroliere, scrittore e poeta al leggìo-

maria ha detto...

Ciao Maurizio,
benvenuto e grazie di questa traccia! ;-)

amica pasticciona ha detto...

...salve maestra Maria!!
ho perso giorni e ore a leggere il suo blog, è stata davvero una bella idea e un bel progetto il suo!deve essere davvero una maestra speciale!soprattutto per i suoi alunni,pensi che io ho ancora un rapporto molto bello con la mia maestra di italiano delle elementari(che ci ha fatto teatro,e anche poesia) e credo che sotto molti aspetti le somigli..le confesso che è importante per un bambino avere figure di riferimento così mature e sincere,a me per esempio questa mia maestra con i suoi isegnamenti mi ha aiutato ad elaborare le mie emozioni e a vincere tristezze e paure attraverso storie,libri e laboratori vari...continui sempre anche lei mi raccomando!siete perle preziose per i bambini della società di oggi,e non solo,ma anche per le persone che avete intorno!...non vedo l'ora di poter leggere il nuovo blog che aprirà e spero tanto possa essere bello e attivo come questo una volta...un abbraccio grandissimo..l'amica pasticciona che già in passato aveva scritto un post(o meglio Alice ;-)

amica pasticciona ha detto...

..un ultima cosa..quando ero in casafamiglia avevo una sorellina molto speciale a cui ero molto attacata ...in realtà lei mi ha insegnato tantissimo. Standole vicino ogni giorno mi faceva capire l'importanza di tantissime cose, e quanto ero fortunata io con la mia buona salute. Penso si dia tutto troppo per scontato nel mondo di oggi: per lei nemmeno camminare, parlare, mangiare autonomamente erano cose scontate eppure aveva sempre il sorriso..non ha mai capito di essere diversa come il ragazzo del tuo racconto e questo le permetteva di avere la serenità. Stare accanto a lei era come capire ed entrare in un mondo fatto di semplici cose che però sono alla base per essere davvero felici. Oggi invece se non si ha il vestito all'ultima modo o comunque non si punta ad avere di più sembra che non si sia mai arrivati e che la vita sia piatta. In realtà più cose si hanno e più la vista si offusca. Questi bambini, come quello del racconto, aiutano davvero a vedere ciò che è essenziale al cuore!