venerdì 4 maggio 2007

PASSERO SOLITARIO

D'in sulla vetta della torre antica
passero solitario,alla campagna.
Cantando vai finchè non more il giorno.
Ed erra l'armonia per questa valle.
Primavera d'intorno.

Brilla nell'aria,e pe li campi esulta.
Si'camminarla intenerisce il core.
Odi greggi belar,muggire armenti;
Gli augelli,contenti,a gara insieme,
per lo libero cielfan mille giri:
Pur festeggiando il loro tempo migliore;
Non compagni,non voli,
non ti cal d'allegria, scrivi gli spassi;
Canti, e così trapassi,
dell'anno e di tua vita il più bel fiore.

Questa poesia è di Giacomo Leopardi e racconta di un uccello che vola in cielo e si festeggia il suo tempo migliore. "Non compagni, non voli, non ti cal d'allegria, scrivi gli spassi" mi è piaciuta tanto perchè è dolce e mi ha fatto emozionare!
HERCULES V B

1 commento:

silvia ha detto...

In effetti, Leopardi sa emozionare come sanno fare pochi!! La sua grandezza sta, però, nel far emozionare con le immagini tristi che descrive!! Meglio essere "passeri in compagnia" che non "passeri solitari"!! ;-)