sabato 31 dicembre 2005

Il primo giorno dell'anno

di Pablo Neruda

Lo distinguiamo dagli altri come se fosse un cavallino diverso da tutti i cavalli. Gli adorniamo la fronte con un nastro, gli posiamo sul collo sonagli colorati, e a mezzanotte lo andiamo a ricevere come se fosse un esploratore che scende da una stella. Come il pane assomiglia al pane di ieri, come un anello a tutti gli anelli... La terra accoglierà questo giorno dorato, grigio, celeste, lo dispiegherà in colline lo bagnerà con frecce di trasparente pioggia e poi lo avvolgerà nell’ombra. Eppure piccola porta della speranza, nuovo giorno dell’anno, sebbene tu sia uguale agli altri come i pani a ogni altro pane, ci prepariamo a viverti in altro modo, ci prepariamo a mangiare, a fiorire, a sperare.

venerdì 30 dicembre 2005

Mercatini di Natale

di Ivana Tamai

Sono ormai 15 anni che Piazza Walther ospita le 80 casette in legno, quasi un presepe nel salotto buono della città, cui fa da sfondo la sagoma possente del monte Catinaccio. Non c'è che l'imbarazzo della scelta fra prodotti tipici, decorazioni natalizie, oggetti di fattura artigianale, come le delicate figurine di juta del presepe tirolese, introvabili altrove. Si tratta di prodotti spesso certificati con il marchio Südtirol come nel caso dello speck, del miele, dei formaggi o dello yogurt. Particolarmente originale la "Casa del fieno": oggetti, ghirlande, decorazioni natalizie create con il fieno della Val Gardena. Merita una sosta anche la "Casa delle pantofole del cappellaio", in feltro o in lana cotta, per le serate più fredde La casetta per i cultori dei prodotti naturali è invece quella di Bergila. Da novant'anni questa nota distilleria di pino mugo ricava, da coltivazioni biologiche, unguenti con ginepro, olio di abete rosso, grappe alle erbe, tisane. Ogni casetta è una gioia per gli occhi, ma anche una delizia per il palato. Birra locale e speck tirolese qui hanno un sapore particolare. Il dolce natalizio tradizionale non è il panettone ma gli zelten, a base di frutta secca e candita, o i christstollen, una variante del panforte con frutta.Sapori, dunque, ma anche profumi. Si può scegliere fra candele dai più svariati aromi, oppure lasciarsi guidare dal profumo di cannella e chiodi di garofano, riscaldandosi con una tazza di vin brulè, servito nelle originali tazze del Mercatino, da collezionare anno dopo anno.Naturalmente accanto al tripudio di luci, colori, profumi e sapori non possono mancare i suoni del Natale. Il suggestivo programma musicale va dalla banda ai cori di montagna, dai gospel ai canti natalizi, passando per il magico suono dei corni alpini del Renon, costruiti dai suonatori stessi con il legno dei boschi bolzanini. Ma se dopo una giornata così intensa si è riusciti a passare indenni fra gli irresistibili richiami enogastronomici del Mercatino, allora si è pronti per gustare la più autentica cucina tirolese. Per orientarsi nella ricca offerta meglio lasciarsi guidare dalla ...regola delle quattro esse: speck, spätzel, stinco e strudel, oppure Sacher. La celebre torta viennese ha, proprio in Piazza Walther, il suo punto di riferimento privilegiato. Si chiama "Sacher Shop Bolzano" e importa tutto l'anno, direttamente da Vienna, torte, praline e cioccolato con il marchio Sacher. Con un romantico giro in carrozza si può completare la visita della città che, anche al di fuori dello shopping natalizio, vale davvero una vacanza. http://www.tid-press.net/europa/Europa.php

giovedì 29 dicembre 2005

Tradizioni culinarie d'Italia/1

Zippole di Calabria

Ingredienti: 500 gr. di farina 25 gr. di lievito di birra 100 gr. di acciughe sottosale olio per friggere sale e acqua q.b.

1 Mettete la farina in una terrina con un pizzico di sale; versateci dentro il lievito già sciolto in mezzo bicchiere di latte tiepido appena zuccherato.
2 Impastate con un poco di acqua tiepida fino ad ottenere un impasto morbido. Coprite e fate lievitare, per almeno due ore, fino a quando non sarà raddoppiato.
3 A questo punto, impastate nuovamente con un poco di acqua tiepida, formando un impasto appena più consistente di quello per le frittelle.
4 Aggiungete le acciughe tagliate a pezzettini e rimescolate l'impasto.
5 Mettete sul fuoco una padella con abbondante olio e, quando è caldo, prendete una dose dell'impasto con le mani bagnate attorcigliatela un pò e versatela nell'olio bollente.
6 Cuocete le zippole fino a che non saranno dorate, poi levatele e mettetele su un vassoio.
Le zippole vanno mangiate calde e accompagnate da un buon vino rosso.

La storia di Capodanno

Come tutti sanno, la fine e l’inizio dell’anno sono pure convenzioni: per i romani l’inizio dell’anno nuovo coincideva con la primavera – periodo generalmente considerato come sinonimo di rinascita e rigenerazione – mentre i cristiani, avversi alle feste di origine pagana, fissarono come inizio la ricorrenza della circoncisione di Cristo. Tuttavia, fino a tutto il medioevo, sono sopravvissute in Italia datazioni di origini diverse, come la natività – la cosiddetta indizione fiorentina -, una delle più famose delle quali – l’indizione pisana – sopravvive ancora oggi, e a Pisa viene festeggiato il capodanno anche in marzo. Inoltre ricordiamo le innumerevoli querelle che hanno accompagnato i festeggiamenti per la fine del secondo millennio, secondo i più da spostare di un anno, mentre c’era chi ricordava anche come la nascita di Cristo, stabilita nel 523 da Dionigi il Piccolo come avvenuta il 25 dicembre dell'anno 753 dalla fondazione di Roma, assumendo dunque come anno 1 quello che iniziava la settimana seguente a questa, mentre, da studi recenti, pare che la nascita sia avvenuta nell'anno 4 o nell'anno 5 a.C. http://www.buonissimo.org

giovedì 15 dicembre 2005

Perchè Pinocchio piace?

di Raimonda M. Morani, IRRE Lazio

Lo leggo e lo rileggo perché è il nostro bambino nazionale, un ragazzaccio che ci piace contemplare, il miglior figlio unico che la fantasia nazionale abbia prodotto. Non rileggo mai i romanzi ma Pinocchio lo ho letto molte volte ad alta voce, integralmente a bambini piccoli, a scuola e in famiglia. E’ bene che bambini siano veramente piccoli perché la cultura e l’immaginario collettivo ne sono talmente impregnati che l’interesse si consuma in fretta. Già in quinta elementare la televisone, i cartoni, le figurine, i videogiochi e i vari gadgets ne hanno inflazionato la storia e le immagini, ed in parte svuotato il contenuto. Ad esempio l’immagine del naso che si allunga dopo una bugia è profondamente radicata in noi. Sappiamo che è l’invenzione fantastica di una mente geniale, che è una sorta di archetipo nato dall’immaginazione, eppure il naso che si allunga dopo una bugia sembra un fatto vero, quasi assimilabile ad un fenomeno naturale, quale diventare rossi per la vergogna. Il film (uno dei più brutti di Disney a mio parere), i cartonati e i libretti con la storia illustrata non devono arrivare al bambino prima della lettura del testo originale perché altrimenti le immagini e le sequenze del film si sovrappongono alle immagini prodotte dopo la lettura. Si sa che la visione di un film prima della lettura del libro dal quale è stato tratto influenza e condiziona molto l’immaginazione di chi legge il romanzo. Ma in questo caso è proprio un peccato perché le immagini di Pinocchio sono speciali . Il burattino viene costruito, prende anima e alla fine, dopo la linguaccia, scappa, Pinocchio sul caldano che si brucia i piedi, i torsoli delle pere lasciati lì e poi mangiati avidamente, il pulcino che scappa vivo dall’uovo, il grillo spiaccicato sul muro, Pinocchio e Lucignolo che si scoprono le orecchie d’asino, il naso che cresce e gli uccelli che lo divorano, il portone della fata che resta chiuso nella notte, la capretta dal pelo azzurro… Queste immagini cresciute in ciascuno di noi i bambini dovrebbero costruirle in modo autonomo dopo la suggestione della lettura del testo senza incagliarsi nelle immagini preconfezionate di Disney. Se il film precede l’ascolto del libro la potenza evocativa delle immagini viene in parte bruciata. Leggere Pinocchio ad un bambino è uno dei modi migliori per discutere con lui, per sondare, in modo indiretto, cosa pensi di sè e del mondo. E’ come se gettassimo un forte ponte con l’infanzia perché rivivendo emozioni della nostra entriamo facilmente in contatto con la sua in modo divertente. Lo ho letto e lo ho riletto anche allo stesso bambino perché non è un libro qualunque:è un momento del processo d’inculturazione, è il libro dei libri, una delle fonti della nostra immaginazione e anche della nostra capacità di scrivere. Ci permette di provare gioia e pietà, di ridere e di essere tristi. E’ tale la varietà dei sentimenti e delle situazioni descritte che non resta fuori molto: dalla lettura di Pinocchio si esce placati e soddisfatti. Se il mondo è abitato da volpi assassine e da gatti imbroglioni ci sono anche gli animali amici che rappresentano la parte buona del genere umano, i colombi che ci salvano attraverso il volo. Per ogni animale “nemico” ce n’è uno amico. Per ogni pescecane divoratore c’è un tonno che ti salva portandoti a riva, per ogni cane imbroglione (Melampo) ce n’è un altro fedele (Alidoro). Per ogni animale saggio, noioso o petulante che incontri al mondo (il grillo parlante e la lumaca). Pinocchio ci piace soprattutto perché ci permette di regredire in modo intelligente. Ci fa rivivere l’infanzia: la sua solitudine e la disperazione, la noia e l’avventura, la stizza e lo stupore. Ci piace perché è una delle forme più divertenti di regressioni che possiamo concederci da adulti, spesso giustificata dal fatto di leggerlo ad un figlio, ad un nipote, agli alunni. Ma perché piace tanto ai bambini? Perché Pinocchio è profondamente solo (come i figli unici di oggi); perché come l’eroe delle fiabe affronta antagonisti e difficoltà e, alla fine, vince; insomma piace perché costituisce ancora uno dei migliori modelli di identificazione che la nostra cultura possa fornire ai bambini. E come può lo stesso romanzo piacere ad un bambino di quattro anni e a un adulto scanzonato di cinquanta? Questa, si sa, è la caratteristica dei classici che sono fatti a strati: ciascuno recepisce quello che è in grado di capire ma tutti si divertono. E’ ovvio che l’ironia e l’amarezza che stanno sotto l’episodio di Pinocchio che è derubato delle monete d’oro e, per castigo, si busca quattro mesi di prigione non può essere percepita a sei anni. E neanche la polemica sulla cattiva qualità dei libri scolastici del ventisettesimo capitolo. Ma la disperazione di Pinocchio che si è bruciato i piedi o che fugge dagli assassini quella sì che la capiscono tutti. Lo leggo e lo rileggo anche per capire come si deve scrivere, per evitare di tirar fuori dalla penna (o dal computer!) cose troppo noiose. In Collodi la forma è più che mai contenuto; scrive come un bambino fa le capriole e scappa via, con la stessa agilità mentale con cui i ragazzini si arrampicano sugli alberi e spenzolano a testa in giù. Pinocchio è seriale e ad episodi (è uscito a puntate sul Corriere dei Piccoli ), ha un ritmo narrativo stupendo, anche se non tutti gli episodi hanno la stessa potenza espressiva. I capitoli più belli, adorati dai piccolissimi, sono, secondo me, quelli iniziali nei quali il ritmo e la ricchezza fantastica raggiungono il massimo.E’ una straordinaria scuola di scrittura che, forse, si potrebbe sfruttare di più nella scuola di base. Più che un “testo sacro” dovremmo considerarlo un qualcosa da usare e da ricalcare con libertà, di cui imitare il ritmo narrativo, le frasi corte, la ricchezza dei dialoghi, di cui riprendere il tono scanzonato e divertente, a cui aggiungere episodi inventati ( i testi episodici quali Marcovaldo o il signor Bonaventura sono particolarmente adatti a questo tipo di operazione). Ciascuno ragazzo troverà gli aspetti del testo e il registro che meglio lo rispecchiano: nella storia accadono cose comiche (lo scambio di parrucche tra Geppetto e Mastro Ciliegia) cose che fanno ridere e che fanno pensare (la bocca di Pinocchio che, non ancora finita di fare, comincia subito a ridere e a canzonare Geppetto) e cose assolutamente tragiche (la morte di Lucignolo). Perché Pinocchio è un mondo in equilibrio che non idealizza né demonizza ma ci descrive proprio come siamo.
(Questo articolo è stato pubblicato su Valore scuola, n.13, 2002)

martedì 13 dicembre 2005

Santa Lucia in Svezia

In Svezia il 13 dicembre (giorno più corto dell'anno) si festeggia la festa di Santa Lucia che anticipa di qualche giorno le celebrazioni del Natale. A scuola e nelle case viene eletta la bambina che dovrà interpretare Santa Lucia e che sfilerà per le strade insieme alle altre cantando e intonando dolci melodie. Santa Lucia rappresenta per i bambini svedesi quello che per i bimbi italiani rappresenta Babbo Natale. Durante le celebrazioni in onore della santa, la tradizione vuole che la più piccola della casa si alzi per prima la mattina molto presto e, dopo aver indossato una tunica bianca e una corona di foglioline verdi e 7 candeline, vada a svegliare gli altri componenti della famiglia ancora addormentati servendo loro caffè, latte e dolci tipici. La leggenda vuole che Santa Lucia fosse una ragazzina molto buona, da sempre impegnata ad aiutare il prossimo portando cibo ai confratelli nelle catacombe. Di lei si invaghì follemente un giovane, attratto dalla bellezza dei suoi occhi luminosi. Poiché, però, la fanciulla rifiutò il suo amore, egli la fece arrestare e le strappò gli occhi. Un miracolo, però, non la rese cieca e da allora si attribuisce alla Santa (originaria della Sicilia) il potere di guarire le malattie degli occhi. Il pranzo di Natale in Svezia include, principalmente, tanta carne di maiale e la famosa Torta di Natale. fonte: http://www.bambinopoli.it

La vera storia di Babbo Natale

Babbo Natale, o almeno un personaggio molto simile, è realmente esistito. Si tratta di San Nicola. Nato a Patara, in Turchia, da una ricca famiglia, divenne vescovo di Myra, in Lycia, nel IV secolo e forse partecipò al Concilio di Niceanel nel 325. Quando morì le sue spoglie, o le presunte tali, vennero deposte a Myra fino al 1087. In quest'anno infatti vennero trafugate da un gruppo di cavalieri italiani travestiti da mercanti e portate a Bari dove sono tutt'ora conservate e di cui divenne il santo protettore. Negli anni che seguirono la sua morte, si diffusero numerosissime leggende. Una tra le più famose, e confermata da Dante nel Purgatorio (XX, 31-33), è quella delle tre giovani poverissime. Nicola, addolorato dal pianto e commosso dalle preghiere di un nobiluomo impossibilitato a sposare le sue tre figlie perché caduto in miseria, decise di intervenire lanciando per tre notti consecutive, attraverso una finestra sempre aperta dal vecchio castello, i tre sacchi di monete che avrebbero costituito la dote delle ragazze. La prima e la seconda notte le cose andarono come stabilito. Tuttavia la terza notte San Nicola trovò la finestra inspiegabilmente chiusa. Deciso a mantenere comunque fede al suo proposito, il vecchio dalla lunga barba bianca si arrampicò così sui tetti e gettò il sacchetto di monete attraverso il camino, dov'erano appese le calze ad asciugare, facendo la felicità del nobiluomo e delle sue tre figlie. In altre versioni posteriori, Nicola regalava cibo alle famiglie meno abbienti calandoglielo anonimamente attraverso i camini o le loro finestre. In ogni caso San Nicola divenne nella fantasia popolare "portatore di doni", compito eseguito grazie ad un asinello nella notte del 6 dicembre (S. Nicola, appunto) o addirittura nella notte di natale. Il nome olandese del santo, Sinter Klass , venne importato in America dagli immigrati come Santa Claus (abbreviazione di Sanctus Nicolaus) , la cui traduzione in italiano è solitamente Babbo Natale.

lunedì 12 dicembre 2005

Il Parlamento parla ai bambini

La Commissione parlamentare per l'infanzia è stata istituita con una legge del 1997 ed esiste dal 1998. È una commissione bicamerale, cioè composta da deputati e senatori: 20 deputati, nominati dal Presidente della Camera, e 20 senatori, nominati dal Presidente del Senato. L'attuale Presidente della Commissione, eletta nel 2001, è Maria Burani Procaccini. La Commissione ha il compito di indirizzare e controllare l'attuazione delle leggi nazionali e degli accordi internazionali che riguardano lo sviluppo e i diritti dei bambini e dei ragazzi. Almeno una volta l'anno la Commissione deve presentare al Parlamento una relazione sull'attività svolta, facendo osservazioni sull'efficacia delle leggi che riguardano bambini e ragazzi e presentando proposte per migliorarle e per adeguarle alle norme dell'Unione europea e alla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo. Quest'ultima, firmata a New York il 20 novembre 1989, è l'atto internazionale più importante, che comprende i diritti riconosciuti ai bambini in 191 nazioni. Ogni anno il 20 novembre, anniversario della firma della Convenzione di New York, si festeggia la Giornata nazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza; la Commissione, insieme al Governo, sceglie come e dove celebrarla.

sabato 10 dicembre 2005

Un Museo Virtuale

Le finalità del progetto sono le seguenti: associare il gioco al mondo letterario non solo come elemento interno di contenuto, ma anche come metodo esplorativo e di visita. Il sito fisico della Cittadella della Letteratura per Ragazzi è una vecchia Filanda in disuso, dal nome significativo, Filanda Domenico Favole, che si trova proprio nel centro del Paese di Boves. La Cittadella è un luogo della fantasia: in essa si trovano ricostruiti alcuni ambienti che fanno da sfondo ai libri per ragazzi (il bosco, il veicolo straordinario come il Nautilus, la sala delle Macchine del Tempo, la Sala della Magia ecc.). Essenzialmente si gioca con i libri, si giocano i libri, e vengono giocati tutti quelli che credono di saperne abbastanza della vita per dire che non hanno più voglia di leggere. In concreto nella Cittadella si visitano degli ambienti, si tirano leve (non sempre ti cade addosso un secchio d'acqua!), si premono bottoni (generalmente non scoppia nulla); si ha il permesso di curiosare ovunque (anzi è obbligatorio perché non sempre le cose più belle sono le più visibili); si cercano (e spesso NON si trovano) passaggi segreti; si ingrassa il cervello con un sacco di esperienze interessanti; si provano molte emozioni (attenzione alle creature non sempre innocue che si nascondono dietro le porte degli armadi!) , si viaggia, si fanno molte altre cose ancora e soprattutto si legge si legge, si legge, si legge e ci si diverte, ci si diverte, ci si diverte. La Cittadella è dedicata in special modo ai ragazzi delle elementari e delle Scuole medie. Tuttavia alcune attività sono state pensate anche per i bambini della scuola materna e per i ragazzi del biennio delle superiori. Alle scuole la visita sarà proposta insieme ad alcune attività didattiche da effettuare durante l'anno per preparare i ragazzi al percorso didattico e pedagogico.

venerdì 9 dicembre 2005

Bambini e Musica

Le Neuroscienze e la Musica: BAMBINI PIÙ INTELLIGENTI DOPO LE LEZIONI DI MUSICA
Durante il congresso di Lipsia (Maggio, 2005) sono stati illustrati i risultati della ricerca dell'università di Toronto.
Forse non diventeranno dei grandi musicisti. Ma i bambini che vanno a lezione di musica hanno di sicuro un grande vantaggio: diventano più intelligenti. Lo dimostra uno studio di Glenn Schellenberg, psicologo dell'università di Toronto a Mississauga, nell'Ontario, presentato e commentato oggi a Lipsia, nel corso della conferenza The neuroscience and music - II, From perception to performance organizzato dalla Fondazione Pierfranco e Luisa Mariani. La ricerca di Schellenberg, pubblicata da Psicological Science, è stata presentata insieme a numerosi altri studi sugli effetti della musica nell'apprendimento del linguaggio da parte dei bambini. I suoi risultati parlano chiaro: "forse si tratta di un effetto comune alle attività extrascolastiche, ma con la musica siamo riusciti a osservarlo con una certa sicurezza". Lo studio di Schellenberg ha coinvolto 144 bambini di 6 anni (ossia bambini di prima elementare), reclutati attraverso un annuncio su un giornale locale. Ai piccoli volontari è stato proposto, in cambio della loro partecipazione, un anno di lezioni di musica o di drammaturgia gratis, tenute dagli insegnanti qualificati del conservatorio della città. Ma non tutti i bambini hanno partecipato alle lezioni nello stesso momento. Il campione, infatti, è stato diviso in quattro gruppi: due hanno ricevuto lezioni collettive di musica (metà di pianoforte e metà di canto), un gruppo ha seguito un corso di drammaturgia e un gruppo, nel corso di quell'anno, non ha frequentato nessun corso, mentre ha potuto farlo l'anno successivo. All'inizio e alla fine dell'esperimento, tutti i bambini sono stati sottoposti a un test di intelligenza con un test standardizzato per i bambini di quell'età. Alla fine è risultato che i bambini "musicisti" avevano avuto, nel corso di quell'anno, un incremento del QI maggiore degli altri bambini, sia di quelli che avevano fatto teatro sia di quelli che non avevano ancora avuto nessuna delle due opportunità. "In tutti i bambini abbiamo registrato un aumento del QI, - spiega Schellenberg - presumibilmente per effetto della scuola e poi perché tutti sono cresciuti e hanno avuto esperienze che in qualche modo li hanno stimolati. Ma nei bambini che avevano seguito i corsi di musica questa crescita è stata significativamente superiore". Un effetto altrettanto notevole è stato notato anche nei bambini che avevano seguito teatro: "le loro abilità sociali erano cresciute, cioè erano diventati più aperti e meno timidi". "La questione ancora da risolvere - prosegue Schellenberg - è se si tratti di un effetto specifico della musica o di un'azione più generale degli stimoli intellettuali. I nostri risultati mostrano che la musica ha un effetto maggiore e più duraturo delle altre attività, ma suggeriscono che comunque certi stimoli possono dare benefici non trascurabili, come è stato per i bambini che hanno seguito il corso di teatro". Quindi, quello che di sicuro possiamo dire, è che "avere delle attività extrascolastiche ha un effetto sull'intelligenza dei bambini". Ma se sui benefici delle lezioni di musica in giovane età i risultati di Schellenberg sembrano essere inequivocabili, il discorso è molto diverso per quanto riguarda i benefici della musica in generale. Cioè sembra più difficile affermare che ascoltare musica ogni tanto possa migliorare le prestazioni intellettive. Come è stato detto per il cosiddetto Effetto Mozart. Secondo i sostenitori di questa teoria, ascoltare dei brani del compositore austriaco (e solo suoi) renderebbe più intelligenti e migliorerebbe le abilità cognitive anche dei malati di Alzhemeir. A questo riguardo Schellenberg si mostra decisamente più scettico: "abbiamo ripetuto l'esperimento con Schubert e abbiamo trovato anche un effetto Schubert. E sui ragazzini di dieci anni abbiamo anche riconosciuto un effetto Blur, perché abbiamo notato un aumento delle prestazioni nei ragazzini che avevano ascoltato le canzoni del gruppo pop inglese!". Quindi, per Schellenberg, il presunto effetto di Mozart sarebbe da ricondurre a un effetto più generico della musica, sull’attenzione e sul miglioramento dell’umore. A patto, però, che sia quella preferita. "Lo stimolo uditivo, quando viene percepito come gradevole, aumenta il benessere. Nessun effetto Mozart, dunque. Mentre un effetto positivo prolungato per l'intelligenza di chi segue delle lezioni di musica, quello sì.

Alcune risorse per le Favole

Sitografia per le FAVOLE...

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http://web.infinito.it/utenti/k/klia11/

Giochi on line

Elenco di siti su cui è possibile reperire gratuitamente giochi on line

http://www.magic-kinder.com/

http://www.pimpa.it/

http://www.junior.rai.it/sottosuolo/sezioni_interne/gioca.htm

http://www.disney.it/DisneyOnline/funzone/gamezone/index.html

http://pbskids.org/georgeshrinks/fun/index.html

http://pbskids.org/teletubbies/teletubbyland.html

http://www.casasullalbero.it/index.html

http://www.girotondo.com/

http://www.ildivertinglese.rai.it/

http://www.kidscom.com/games/games.html

http://www.uptoten.com/kids/kidsgames-puzzles-ho

http://www.thedollpalace.com/dollmaker/doll-maker/

http://myscene.everythinggirl.com/games/beauty_studio/beauty_studio.aspx

venerdì 2 dicembre 2005

Fantasie

1) Vorrei essere una sirena per incontrare la sirenetta e nuotare con lei sott'acqua!

2) Vorrei giocare al parco dei divertimenti per volare e vedere gli uccellini da vicino!

3) Vorrei essere una farfalla per volare alta alta e giocare con le altre farfalline...